Une action d'«Art+Politiqe»
Alberto Nessi
Dico Marignano e mi viene in mente laffresco di Ferdinand Hodler del Museo nazionale di Zurigo: quei giganti dallaria rude e macellaia (bestiali, vittoriosi et insolenti, li definisce Niccol Machiavelli, villan brutti Ludovico Ariosto), sgargianti di colori, fieri ma avviliti, stavolta, per la batosta subita; quei corpi muscolosi da pastori di vacche come li chiamavano, sprezzanti, i Tedeschi che, con movenze solenni, imbracciano picche e alabarde e portano i feriti sulle spalle; quegli stendardi sottratti al nemico: tutta quella teatrale sfilata limmagine idealizzata della violenza dei tempi. La guerra, ancora allinizio del sedicesimo secolo, era una specie di tauromachia, uno sport brutale ma nobile e anche quasi sacro, afferma Denis de Rougement. Brutale sicuramente, ma nobile e sacro non sono sicuro: nobile rapinare, incendiare, saccheggiare? Sacro, difendere principi stranieri, re e papi? Ammazzare e farsi ammazzare per denaro (Point dargent, point de Suisses)? E addirittura, in certi casi, trovarsi a combattere fratelli contro fratelli, assoldati dalle due parti? A Marignano, dove si svolse la battaglia pi atroce fra quelle combattute in Italia, gli Svizzeri, aizzati dal fanatico cardinal Schiner avvolto nel suo mantello di porpora in sella a una mula bianca, persero dodicimila uomini. Un macello. E persero il ruolo di potenza europea.
Le presero dai Francesi di Francesco l, forti dartiglieria e cavalleria, come, per restare in ambito sportivo, la nostra nazionale le ha prese questanno dalla Francia, ai mondiali di calcio. Ma, forse, non tutto il male vien per nuocere perch, dopo la catastrofe, i nostri antenati la smisero con le velleit espansionistiche. Gli Svizzeri armatissimi e liberissimi (ancora Machiavelli) tirarono i remi in barca per dedicarsi alle beghe di casa; anche se non abbandonarono il mestiere delle armi, liberissimi di servire i liberticidi durante la Rivoluzione francese (furono gli ultimi a difendere Luigi XVI dagli assalti del popolo, alle Tuileries, facendosi massacrare) e attivi come mercenari fino a met Ottocento.
Le conseguenze di Marignano? I manuali di storia parlano del concetto di neutralit, nato da quella carneficina: ma noi oggi sappiamo che si tratta di un mito: basti pensare al traffico darmi organizzato in Svizzera, sia da parte di mercanti internazionali o di societ multinazionali dorigine straniera, che hanno il loro quartier generale a Zurigo o Ginevra, sia da parte di societ autoctone (pensiamo a Bhrle, uno dei fornitori darmi pi importanti durante la Grande Guerra). Conteneva dunque gi una sua verit la formula, certo un po a effetto e altisonante, di Chateaubriand: Neutri nelle grandi rivoluzioni degli Stati che li circondavano, gli Svizzeri si arricchirono sulle disgrazie altrui e fondarono una banca sulle calamit umane.
Alberto Nessi (1940) vive a Bruzella, nella valle pi meridionale della Svizzera italiana. stato insegnante. poeta e narratore. Pubblicazioni pi recenti: La prossima settimana, forse, ed. Casagrande, Bellinzona (apparso anche in traduzione francese, tedesca e portoghese); Ladro di minuzie, raccolta antologica di poesie, ed. Casagrande, Bellinzona.